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Le Sorgenti dell’Acheronte e il Nekromanteion

Pubblicato da Simona in Attualità · 22/3/2016 17:30:03
Tags: LefkadaAcheronteNeKromanteion

Se durante il vostro soggiorno a Lefkada avete voglia di rompere la gradevole routine "casa-spiaggia-taverna-spiaggia-casa" ;) , potete organizzare una gita in un luogo molto speciale che vale la pena di visitare: le sorgenti dell’Acheronte. Queste si trovano vicino ad un suggestivo sito archeologico noto come Nekromanteion di Ephyra. Quindi in unica bella giornata di sole avrete la possibilità di fare un’esperienza indimenticabile in mezzo alla natura lussureggiante e alle acque cristalline e gelide del fiume Acheronte, e vi consiglio di farla durante le ore più calde, per poi recarvi nel pomeriggio inoltrato al Necromanteion che si trova a pochi chilometri da li.

Le sorgenti dell’Acheronte si trovano in Epiro, nei pressi di un piccolo villaggio chiamato Gliki, che dista solo un’ora e un quarto dalla città di Lefkada. Gliki si raggiunge percorrendo la strada che porta a Preveza; una volta superata Preveza si prosegue sulla statale E55 che porta a Parga/Igoumenitsa, poco prima di Parga si prende l’uscita in direzione Kanallaki e si prosegue fino a Gliki. Arrivati a Gliki seguite le indicazioni per le Sorgenti dell’Acheronte, vi porteranno ad un grande parcheggio dove lascerete la macchina per proseguire poi il percorso a piedi, costeggiando il leggendario fiume Acheronte. Prima di iniziare il percorso vi consiglio di mettervi delle comode scarpe chiuse da scoglio, o da barca, perché la corrente facilmente si insinua tra i piedi sfilandovi le eventuali infradito o ciabattine, non vi consiglio di stare scalzi perché il letto del fiume a volte presenta sassolini spigolosi o pietre scivolose. Se non avete con voi le scarpe adatte, potrete acquistarle per pochi euro in uno dei chioschi situati prima di accedere al percorso.



Lungo il sentiero che costeggia le sponde del fiume, potrete fermarvi sotto la frescura di maestosi alberi le cui fronde sfiorano la superficie dell’acqua vibrante per le correnti fluviali. Questa è così trasparente che laddove è poco profonda il fondale di sassolini sembra trovarsi sotto una lastra di cristallo. Anche se gelida, (la temperatura dell’acqua in estate si aggira intorno ai 14 °C!), vale la pena camminare sul letto del fiume e addentrarsi fino alle gole dove l’acqua è più alta, perché il paesaggio muta via via che si risale l’alveo sorprendendovi con scenari meravigliosi.



Come è noto nella mitologia greca l’Acheronte è stato più volte associato al mondo degli inferi, spesso rappresenta il fiume dell’Ade (dal dio greco Ade o Ades, fratello di Zeus e Signore e padrone del mondo dei defunti,
Aides in greco antico è "l’invisibile o colui che si nasconde"). Omero nell’Odissea lo nomina per la prima volta come il fiume del dolore che circonda l’Ade, sulle cui sponde si radunano schiere di defunti in attesa del traghettatore Caronte; Virgilio nell’Eneide lo descrive come un corso d’acqua infernale, un gorgo di fango torbido che ribolle, situato all’ingresso dell’Ade, e qui Caronte trasporta solo le anime di chi ha ricevuto sepoltura; per Dante è uno dei quattro fiumi infernali, situato tra l’Antinferno, dove vengono puniti gli ignavi, e il Limbo, dove sempre Caronte trasporta le anime dei dannati.

Proprio nei pressi di questo epico corso d’acqua si trova un luogo sacro dedicato all’Oracolo dei Morti, chiamato Nekromanteion (dal greco nekros: morto + manteion: oracolo). Gli archeologi e gli storici si sono divisi per diversi anni sul fatto che questo fosse o meno l’antico Necromanteion di Ephyra. Si pensa infatti che la costruzione così come ci è pervenuta fosse un’antica masseria risalente al periodo ellenistico, probabilmente datata tra il IV° e il III° secolo A.C. Diverse fonti, tra cui Omero (VIII° sec. A.C.) e Erodoto (V° sec. A.C.), e numerosi reperti risalenti al VII° secolo A.C. ritrovati sulle pendici della collina dove sorge l’attuale sito archeologico, fanno invece pensare che questo è il luogo dove un tempo fu innalzato il più grande tempio ellenico dedicato all’Oracolo dei morti, che probabilmente oggi si trova proprio sotto l’antica masseria.



Qualunque sia la sua reale storia, il monumento che ci perviene è fuor di dubbio intriso di fascino e mistero. Qui i pellegrini venivano per interrogare i propri morti attraverso l’oracolo, ma prima di poterli incontrare dovevano sottostare ad un rituale che durava molti giorni, in cui dovevano attraversare diversi stadi di purificazione fisica e spirituale, che consistevano sostanzialmente nella deprivazione sensoriale, nell’isolamento e denutrizione, ma soprattutto nell’uso di sostanze allucinogene. Tali trattamenti avevano lo scopo di alterare lo stato mentale e fisico dei visitatori, provocando visioni e allucinazioni.
Nel 167 A.C. il Necromanteion fu distrutto dai Romani, che diedero fuoco al sacro tempio e ai sacerdoti barricati nell’edificio, ponendo fine a questi rituali.



Oggi si possono vedere i ruderi di diverse sale che circondano un ambiente centrale noto come Sala Sacra, di un magazzino e di un labirinto, mentre è rimasta intatta la Sala dell’Ade, un ambiente ipogeo scavato nella roccia e caratterizzato da un sistema di arcate che sostenevano il solaio della soprastante Sala Sacra. La Sala dell’Ade era la residenza di Ade e Persefone, il dio e la regina degli Inferi, e rappresenta  sicuramente l’ambiente più suggestivo.
Il sito archeologico si trova a 20 minuti di macchina da Gliki, fuori dalla moderna cittadina di Mesopotamos, su una collina che domina la valle in cui si ricongiungono due rami dell’Acheronte.  

fonti:
http://www.treccani.it/enciclopedia/acheronte_(Enciclopedia_Dantesca)/
http://www.treccani.it/enciclopedia/nekromanteion/
http://www.robertolibera.it/appunti_di_archeologia/nekromanteion/il_nekromanteion.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Necromanteion





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